Scarpe antinfortunistiche sparco

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Calzature di protezione per attività dinamiche e operative

Le scarpe antinfortunistiche Sparco sono pensate per chi lavora a lungo in movimento, in ambienti interni, esterni o di cantiere. La scelta richiede di valutare prima i rischi della mansione, le condizioni del fondo e le caratteristiche richieste nel luogo di lavoro.

Forma della calzatura, classe di protezione, materiali della tomaia e comportamento della suola incidono sull’uso quotidiano e sulla praticità durante il turno.

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Classi di protezione e requisiti dell’ambiente di lavoro

Le sigle riportate sulle calzature indicano requisiti specifici previsti dalla normativa di riferimento. Le classi S1P e S1PS sono adatte a contesti dove può essere necessario valutare la protezione da perforazione, mentre la classe S3S aggiunge requisiti utili quando si opera anche su superfici umide o all’esterno.

  • S1P e S1PS: possono essere considerate per attività in ambienti prevalentemente asciutti, dove servono protezione del piede, proprietà antistatiche e resistenza alla perforazione secondo la marcatura.
  • S3S: è un riferimento da valutare per lavori esposti a umidità, terreni irregolari o condizioni esterne, verificando sempre le indicazioni del fabbricante.
  • ESD: è una caratteristica rilevante nei luoghi in cui la gestione delle cariche elettrostatiche è prevista dalle procedure di lavoro.

La marcatura della calzatura va confrontata con la valutazione dei rischi e con le prescrizioni aziendali: una classe non sostituisce l’insieme delle misure richieste per operare in sicurezza.

Scarpa bassa o alta: libertà di movimento e sostegno

Le calzature basse risultano pratiche per attività che comportano molti spostamenti, passaggi frequenti tra reparti o guida di mezzi. Una costruzione alta copre maggiormente la zona della caviglia e può essere presa in considerazione su fondi sconnessi, in esterno o quando serve un maggiore contenimento del piede.

Oltre all’altezza, è utile controllare la calzata reale: spazio in punta, stabilità del tallone e chiusura devono permettere di lavorare senza movimenti eccessivi del piede all’interno della scarpa. La taglia va verificata con le calze normalmente usate durante l’attività.

Tomaia, puntale e suola per il contesto operativo

Tessuti microforati e rivestimenti traspiranti possono essere indicati in ambienti chiusi o nei periodi più caldi, mentre tomaie in microfibra con trattamento idrorepellente sono da valutare per lavorazioni all’aperto e contatti occasionali con superfici bagnate. La resistenza all’abrasione diventa importante quando la scarpa è soggetta a sfregamenti frequenti.

I puntali non metallici, in composito o vetroresina, aiutano a contenere la presenza di metallo nella calzatura; questa caratteristica va considerata insieme ai requisiti richiesti dal luogo di lavoro. Per fondi con presenza di oli, calore o rischio di scivolamento, è utile verificare sulla marcatura le proprietà della suola e la loro pertinenza con l’attività prevista.