Connessioni ordinate per cavi e terminali
Le pinze per capicorda servono a deformare il terminale sul conduttore in modo controllato, creando una connessione adatta ai lavori elettrici e di cablaggio. La scelta dello strumento incide sulla forma della crimpatura, sulla stabilità del serraggio e sulla praticità di utilizzo.
Prima di procedere è utile identificare il tipo di terminale, la sezione del cavo e lo spazio disponibile per lavorare, evitando di usare una matrice non adatta al capocorda.

PINZA PER CAPICORDA ISOLATA 200 mm
Codice: 12092331Terminale e sezione del cavo: i controlli iniziali
Il criterio principale riguarda la corrispondenza tra capocorda, conduttore e sede di crimpatura. Un terminale isolato richiede una compressione che non danneggi il rivestimento, mentre un capocorda non isolato necessita di una sagoma adatta al metallo e alla sua geometria.
- Capicorda isolati: indicati quando il terminale è dotato di guaina isolante; la pinza deve agire nella zona prevista senza schiacciarla in modo improprio.
- Capicorda non isolati: richiedono ganasce compatibili con il profilo del terminale, per trattenere correttamente il conduttore.
- Terminali a bussola: usati per ordinare e preparare l’estremità di cavi flessibili prima del collegamento in morsetti o dispositivi idonei.
- Terminali ad anello: vengono scelti quando il collegamento prevede il fissaggio mediante vite o bullone.
La sezione del cavo va verificata insieme a quella prevista dal terminale e dalla pinza. Una sede troppo ampia può lasciare il collegamento poco saldo, mentre una compressione eccessiva può deformare il terminale o compromettere i trefoli del conduttore.
Ganasce, leva e regolazione della crimpatura
Le pinze manuali possono differenziarsi per profilo delle ganasce e sistema di azionamento. Le ganasce sagomate guidano il terminale durante la pressione; nei collegamenti ripetuti, un meccanismo a cricchetto o una regolazione della forza possono aiutare a rendere l’operazione più costante.
Una pinza crimpatrice per capicorda va valutata anche in relazione alla frequenza d’uso e alla sezione dei cavi da lavorare. Per conduttori più impegnativi, una leva adeguata e una presa stabile rendono più gestibile la pressione richiesta; per cablaggi minuti conta invece la precisione della matrice.
Verifiche utili dopo la crimpatura
Dopo la chiusura del terminale, il conduttore dovrebbe risultare trattenuto senza giochi evidenti e senza fili scoperti oltre la zona prevista. È importante controllare che la guaina, quando presente, non sia tagliata e che il terminale mantenga la forma corretta per il collegamento successivo.
Nei lavori su impianti elettrici occorre operare in assenza di tensione e seguire le indicazioni del terminale, del cavo e dell’impianto. Quando il collegamento riguarda circuiti o quadri elettrici, le verifiche richieste dipendono dalla destinazione d’uso e dalle prescrizioni applicabili.




